LA TERZA DIMENSIONE

  Un grugnito. Anzi: un gemito. Un gemito mascherato da grugnito, solo nella parte finale però. Gli sfugge mentre un pochino le tira le punte dei capelli, corti e folti. Lei, supina e con l’asciugamano sporco d’olio gettato sul petto, se ne accorge. L’orecchio interno, quello assoluto, le ha consentito di leggere con estrema facilità l’origine dell’emissione sonora. In un … Continua a leggere

VACUUM

  “Si tratta del vuoto” dice quella coi capelli rossi. Quella che fa il giudice e che perde gran tempo dalla parrucchiera. Spiega a tutti, ma parla di me, del “mio vuoto”. Boh. Io non la guardo. Non me la sento. Non ci sono abituato Io non guardo in faccia nessuno. Tommaso, forse. E anche il Vice e Sergione. Ma … Continua a leggere

ANGELA

    Magdalene, detta Magda, le ha mandato qualcosa da mangiare. Sostiene, al bancone del negozio d’alimentari del paese, che il cibo dell’ospedale fa deperire. Sarà anche sano ma fa ammalare. E quando Caterina solleva il coperchio di una pesante vaschetta di metallo , trova a galleggiare in un brodo torbido ed odoroso tre grossi knodeln. La Madga, il 21 di … Continua a leggere

LUCA

[da leggersi ascoltando On the beach di Chris Rea]   Ciao Luca, ho appena spento la quarta candela dell’Advent Krone, la corona dell’Avvento. I popoli del Nord, si sa, sono fissati con candele. Sono fissati con la Luce, insomma. Dalla luce e dal sole dipende la Vita. Ed è per questo, e per un equivoco agiografico, che venerano la terrona … Continua a leggere

PORTO DI MARE

    L’ha vista grigia e spenta. E non conosce il perché. Allora la porta al mare. “Dai, ti porto al mare” dice, simulando una voce che non possiede. L’importante è somministrarle una dose – per quanto minima – di mare, a quanto pare. Ha intuito, infatti, un legame con le acque aperte. Un legame sottile ma persistente; antico e … Continua a leggere

HONEYBEE

  C’è il buio. Un buio denso e vischioso, più blu che nero. E poi c’è l’odore del buio… quello dei frigobar; delle guarnizioni di gomma grigia, del ghiaccio artificiale, del sussurrare delle prese delle corrente. Poi, a forza di stringere gli occhi e contrarre i muscoli, vedo baluginare – in fondo al buio – un’offensiva lama di luce. S’intravvede una … Continua a leggere

RED (A)HEAD

  Che dici Rolly? Cosa vuoi dirmi con quello sguardo che non è più il tuo? Vuoi forse dirmi che dalla Valle arriva l’arietta tagliente che anticipa la neve? Quella che s’infila negli interstizi e che tu la avverti anche se hai il letto lontano dalla finestra? E che ti passa attraverso la giacca di lana cotta fatta fare a … Continua a leggere

TROVA UN MODO PER DIFENDERTI

  C’è questa nuova prigione, vero Rolly?, ma è luminosa, linda, ancora fresca di costruzione. Vetro, acciaio, cartongesso ovunque. Dalle enormi finestre entrano le braccia delle conifere del Parco Tre Castagni. Scosto le tende per fartele vedere. Per farti vedere i piccoli sentieri di cemento che da dietro la clinica penetrano il parco. Forse faccio male. Ti invoglio alla vita, … Continua a leggere

RIMINI RIMINI (2)

Un caldo schifosissimo, assurdo; quasi osceno. A metà settembre. Il Rubicone è ridotto ad una pisciatina gialla molestata dagli insetti. A Savignano c’è un piccolo ma grintoso festival della fotografia. Sciami di strani figuri, tutti molto dark: t-shirt nere, gonne e pantaloni neri, Doc Martens neri (io sono in giallo, invece). E macchine fotografiche; parata di macchine fotografiche e sedi … Continua a leggere

RIMINI RIMINI (1)

L’uno è più basso e tozzo. Il collo corto ma mobile fa sembrare la testa quella di una tartaruga. L’altro è sottile, dritto, quasi senza forma. Un accenno di barba e gli occhialini da lettura lo completano. Se non fosse per certi sguardi e certi involontari sfioramenti di gomiti e ginocchia, potrebbero sembrare due amici in vacanza. Li sento arrivare … Continua a leggere